Occasioni colte a letto: pensavo fosse amore invece era sesso

Il sesso non prospera nella monotonia.

Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo non ci sono sorprese a letto.

Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate di gelosia,

 di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di romanzi, di racconti,

di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.

(Anaïs Nin)

Una fantasia erotica particolarmente diffusa è quella di consumare un rapporto sessuale con un estraneo. Quando l’esperienza si concretizza, generalmente l’estraneo rimane tale, si può incontrare anche più volte ma con l’unico scopo di avere un rapporto sessuale. Vi è molto spesso un implicito accordo tra le parti per cui esistono delle “colonne d’Ercole” invalicabili oltre le quali c’è il mondo interiore dell’altro, le sue esperienze di vita, i suoi sentimenti che non è dato conoscere. La conoscenza dell’altro resta dunque superficiale per arginare qualsiasi eventuale coinvolgimento sentimentale. Si definisce “occasionale” dunque lo scambio sessuale (anche non completo) tra persone che non sono impegnate in una relazione romantica e caratterizzata da un progetto comune. Numerosi studi scientifici hanno indagato le variabili determinanti che entrano in gioco. Secondo uno studio condotto su un campione di studenti del College of New Jersey ( Paul E.L.; McManus B; Hayes A. ), i soggetti dichiaranti di aver avuto rapporti occasionali, hanno avuto un’educazione moto più liberale e provengono da famiglie non particolarmente aderenti a un credo religioso. Tra le caratteristiche di personalità maggiormente riscontrate tra gli amanti occasionali vi è impulsività, ricerca di sensazioni, iperattività, esibizionismo. Inoltre è stata colta una correlazione positiva con l’uso di alcolici (che probabilmente rende più disinibiti).

Tra le interpretazione del fenomeno certamente possiamo accennare ad una difficoltà relazionale che comporta la messa in atto di difese: la negazione della sfera sentimentale e il rifiuto di entrare in contatto con il vissuto emotivo proprio e dell’altro fanno si che si crei attorno a ciascuno dei due partner una campana di vetro tale per cui la coppia sessualmente attiva, non si incontri mai effettivamente. Avviene così uno “sdoppiamento isterico” (G. Lago) per cui il sistema degli affetti non viaggia parallelamente a quello della sessualità. Si verifica dunque una vera e propria scissione: i partner eseguono quasi meccanicamente l’atto sessuale avendo ben cura di nascondere nel cassetto ogni elemento emotivo.

Le differenze di genere hanno sicuramente un peso per quanto riguarda questo fenomeno: secondo uno studio di ricerca della Durham University (A. Campbell) su un campione di 3.300 soggetti di età compresa tra 17 e 40 anni, circa il 50% ha riferito di aver vissuto almeno un’esperienza di sesso di una notte. I soggetti sono stati intervistati circa le emozioni sperimentate la mattina successiva al rapporto di sesso occasionale. A riportare emozioni positive sono stati l’80% degli uomini contro solo il 54% delle donne. La maggior parte delle donne amareggiate ha riportato sentimenti di rimorso per quanto fatto essendosi sentite “usate” con superficialità, affermano di “essersi svendute” e provavano disagio, insoddisfazione e un senso di vuoto angosciante. Dunque alcuni non riescono a relegare le loro emozioni, anzi ne raggiungono il picco durante il rapporto per poi precipitare, una volta che ci si rende conto del non investimento emotivo dell’altro.

Il comportamento sessuale appena descritto non è necessariamente di tipo patologico e non svelerà certamente una difficoltà relazionale, tuttavia quando il fenomeno tende a ripetersi con significativa frequenza ed è associato ad un’assenza prolungata di qualsiasi forma di coinvolgimento emotivo, andrebbero indagate le motivazioni soggettive. Sono svariati i quadri clinici dinanzi ai quali potremmo trovarci, ad esempio un disturbo di personalità o una dipendenza sessuale dovrebbero esser presi in considerazione, come anche un trauma relativo ad un abbandono o una violenza.

Dovremmo dunque tutti interrogarci su cosa vogliamo e perché, ma soprattutto dovremmo chiederci se quello che viviamo sotto le lenzuola di un partner che non conosciamo ci basta davvero, ci eccita e diverte o se scava in noi un profondo e doloroso vuoto o ancor peggio nutre un’aspettativa futura non concretamente realizzabile perché l’altro non c’è e dunque non ci sarà.

Dr.ssa Federica Cosenza

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